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LA STORIA DI GORIZIA

Nel 2025 Gorizia e Nova Gorica hanno condiviso il titolo di Capitale europea della cultura con il brand GO! 2025, presentandosi come il primo caso in cui un progetto culturale di questo livello è stato pensato e realizzato esplicitamente in chiave transfrontaliera: due città, due Stati, un’unica narrazione pubblica costruita attorno al tema del confine che diventa spazio comune (“GO! Borderless”).

 

Il percorso formale prende avvio con la procedura slovena per l’assegnazione del titolo 2025. Dopo la fase di preparazione dei dossier, nel febbraio 2020 la selezione arriva alla shortlist delle città candidate in Slovenia (tra cui Nova Gorica). L’elemento distintivo del progetto Nova Gorica è fin dall’inizio la dimensione transfrontaliera strutturata con Gorizia, inserita nel Bid Book come “architettura” culturale e operativa: non un semplice gemellaggio, ma un impianto in cui il confine e la sua storia diventano materia di programmazione, rigenerazione urbana e cooperazione istituzionale. Questo approccio è esplicitato nel Bid Book (candidatura ufficiale), che presenta obiettivi, governance, piano economico e “dimensione europea” del progetto. 

La decisione finale arriva nel dicembre 2020: a seguito delle valutazioni della commissione di esperti, Nova Gorica viene raccomandata come Capitale europea della cultura 2025 per la Slovenia, con Gorizia come partner transfrontaliero del progetto GO! 2025. Da quel momento la candidatura diventa un programma pluriennale di produzione culturale, infrastrutture, partenariati e comunicazione, con l’obbligo (tipico delle ECOC) di dimostrare capacità di realizzazione e risultati attesi.

Come previsto dal modello “European Capital of Culture”, la preparazione è accompagnata da report di monitoraggio da parte del panel europeo. Nel terzo monitoring report (novembre 2024) la Commissione/panel valuta positivamente il percorso e formula raccomandazioni operative. Tra gli interventi più iconici rientra la riqualificazione dell’area di confine Piazza Transalpina / Trg Evrope (Europe Square), luogo-simbolo della separazione e della successiva apertura: i lavori risultano conclusi e presentati pubblicamente pochi giorni prima dell’avvio dell’anno di titolo, anche con una comunicazione istituzionale slovena che inquadra l’opera come progetto strategico. Come spesso accade in programmi che intrecciano cultura e rigenerazione urbana, la preparazione ha convissuto con cantieri e cronoprogrammi complessi su entrambe le sponde del confine. A ridosso dell’apertura 2025, varie ricostruzioni giornalistiche locali fanno il punto su cosa sarebbe stato completato entro l’8 febbraio e cosa avrebbe richiesto tempi più lunghi. 

La data non è casuale: l’inaugurazione è fissata all’8 febbraio 2025, coincidente con la giornata culturale slovena. L’evento di apertura, “From Station to Station”, unisce simbolicamente le due città dalla stazione di Gorizia Centrale alla stazione di Nova Gorica, con un impianto di spettacoli e momenti pubblici che mette in scena il messaggio “borderless”. Nel corso dell’anno il programma si sviluppa come palinsesto transdisciplinare (arti visive, musica, teatro, progetti di comunità, natura, memoria). Presentazioni stampa e sintesi di programma evidenziano macro-temi ricorrenti (ad esempio guerra/pace, creazione del nuovo, memoria del confine e sostenibilità), coerenti con l’identità del territorio e con l’ambizione europea del progetto. Nel 2025 l’area ospita anche appuntamenti europei legati alla cooperazione territoriale, come l’Interreg Annual Event (Interreg GO!): un segnale concreto del posizionamento del progetto non solo come festival culturale, ma come laboratorio di politiche europee “di confine”. Tra fine novembre e inizio dicembre si concentra la chiusura simbolica dell’anno con eventi coordinati fra le due città e l’area Transalpina/Trg Evrope. Il 5 dicembre 2025 si svolge la cerimonia di handover (passaggio del titolo) alle Capitali 2026 (Oulu - Finlandia e Trenčín - Slovacchia) e la serata “Borderless” con lineup internazionale.

I primi bilanci diffusi a dicembre 2025 riportano grandezze significative: circa 1,5 milioni di visitatori, 1.600 eventi (con una quota nel programma ufficiale) e migliaia di artisti coinvolti. Altre fonti istituzionali e territoriali indicano un impatto positivo sui flussi turistici, con incrementi rilevati in più fasi dell’anno e non limitati al solo “weekend inaugurale”. Sul versante transfrontaliero, un primo bilancio (febbraio–maggio 2025) evidenzia un incremento di visitatori e pernottamenti, con crescita dell’incoming estero, utile come indicatore “anticipatore” del trend annuale.  

Se il parametro è l’obiettivo tipico di una Capitale europea della cultura — aumentare reputazione, mobilitare comunità, attrarre pubblico, produrre cooperazione europea e lasciare un’eredità — GO! 2025 risulta complessivamente riuscita: i numeri comunicati sono elevati, la copertura mediatica internazionale è stata concreta e il progetto ha rafforzato una “narrazione di confine” oggi particolarmente leggibile in chiave europea.  

La riuscita, però, va letta come riuscita “dinamica”: l’anno 2025 ha funzionato pienamente sul piano culturale, mentre alcune componenti infrastrutturali e di legacy richiedono fisiologicamente continuità e manutenzione organizzativa nel post-evento. È esattamente qui che GO! 2025 potrà trasformarsi da grande anno di programmazione a modello stabile di collaborazione transfrontaliera.