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LA STORIA DI GORIZIA

L’epoca d’oro per Gorizia e per tutto l’Impero fu sotto il regno della grande e lungimirante Maria Teresa, donna, per l’epoca, di grande spessore per intelligenza e cultura e per le riforme da lei promosse nel 1774–1775: nella pubblica amministrazione, nella giustizia con il nuovo codice penale, nel commercio e soprattutto nell’istruzione, con la riorganizzazione delle scuole già gesuitiche, di quelle delle orsoline e la formazione di nuove scuole pubbliche, più una di chirurgia. Non meno importanti furono le riforme ecclesiastiche.

Per la decadenza del patriarcato d’Aquileia, in seguito alla perdita del potere temporale, ella per lungo tempo chiese al papa Benedetto XIV la possibilità di erigere un vescovado a Gorizia per il territorio arciducale, contro il parere sfavorevole di Venezia.

Il 6 luglio 1751 fu attuata l’abolizione del Patriarcato con l’istituzione di due nuove arcidiocesi: quella di Gorizia (18 aprile 1752) e quella di Udine (19 gennaio 1753).

Primo arcivescovo della Contea fu Carlo d’Attems, al quale nel 1766 fu conferito il titolo di Principe del Sacro Romano Impero; egli riorganizzò le varie chiese e parrocchie in tutto l’immenso territorio della diocesi, istituendo un gran sinodo nel 1768.

Importanti riforme furono attuate nella lotta ai secolari privilegi dei proprietari fondiari, per l’equità in campo fiscale e per la catastazione delle proprietà immobiliari; da ciò trasse impulso l’economia di tutta la Contea. Basti pensare che la città di Gorizia aumentò il numero di abitanti da 4800 a circa 7000 in un ventennio. In campo amministrativo anche gli stati provinciali vennero declassati, formando dal 1754 un nuovo Consiglio Capitanale con a capo un capitano-presidente eletto dal governo di Vienna, più otto consiglieri. Furono attuate bonifiche nei territori di Aquileia per dare nuovo sviluppo nel campo agricolo.

L’Imperatrice morì nel 1780 e il suo successore Giuseppe II chiese ed ottenne da papa Pio Sesto, con bolla dell’8 marzo 1788, di elevare la sede vescovile di Lubiana ad arcivescovile, abolendo in pari tempo l’arcidiocesi di Gorizia. La sede goriziana fu ripristinata come diocesi di “Gorizia e Gradisca” il 12 settembre 1791 e tornò arcidiocesi metropolitana il 27 luglio 1830.