Carlo X, detronizzato dalla rivoluzione francese nel 1830, andò per un breve periodo in esilio: prima in Scozia, poi a Praga; infine giunse a Gorizia il 21 ottobre 1836 con tutta la sua corte, forse attratto dal clima temperato e dalle verdi colline che la circondavano oppure semplicemente in cerca di un luogo ritenuto al riparo dal colera, che infieriva su tutta l’Europa. Nonostante ciò ne fu vittima, morendo il 6 novembre 1836. Venne sepolto nel monastero/santuario della Castagnavizza (Kostanjevica), posto su una collinetta che domina la città. Suo figlio, il duca d’Angoulême, e la duchessa Maria Teresa Carlotta, figlia di Luigi XVI e di Maria Antonietta (giustiziati durante la Rivoluzione), continuarono a vivere a Gorizia alloggiati a Palazzo dei conti Strassoldo. Alla loro morte furono sepolti nella stessa cripta della Castagnavizza, dove giacevano le spoglie di Carlo X.
La presenza in città degli esuli reali di Francia richiamò l’attenzione delle più facoltose famiglie della nobiltà austriaca, che in gran numero vi trascorsero le loro vacanze. Dopo che l’Austria ebbe perduto il Veneto nel 1866, Gorizia divenne un polo turistico non trascurabile, essendo una delle città più a sud dell’Impero. Gli stessi nobili, con l’andare del tempo, si fecero costruire bellissime ville lungo l’attuale Corso Italia; dopo l’inaugurazione della Ferrovia Meridionale avvenuta nel 1860 si sviluppò l’edilizia alberghiera, soprattutto con l’aumentato interesse per il turismo climatico, tanto che il barone Czoernig definì la città come la “Nizza Austriaca”. Di singolare importanza per il turismo e, in genere, per il commercio fu l’inaugurazione nel 1906 della Ferrovia Transalpina, che metteva in comunicazione la valle del Vipacco e quella dell’Isonzo. Si può affermare che la città, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, presentava l’immagine di una comunità vivace, laboriosa e dinamica in tutte le attività economiche. Dopo qualche anno, eventi funesti si abbatterono su queste terre con l’arrivo della Prima guerra mondiale, portatrice di distruzione e morte di centinaia di migliaia di esseri umani.
Aggiunta foto
Aggiunta la foto della chiesa del Sacro Cuore situata in via Brigata Casale 10.
